Giovani ottici, l’assunzione passa dai social!

Ormai siamo in un’era a parte. Non è più come tempo fa, quando andavamo per le strade della nostra città con in mano una pila di curriculum vitae e bussavamo alle porte con il sorriso. Oggi, il sorriso ci vuole sempre, ma lo dobbiamo mettere sulle nostre foto dei profili sui social.

Anche per i giovani ottici è così: l’assunzione passa per i social network. Fortunatamente, almeno il colloquio lo facciamo face to face, a meno che il negozio a cui si aspira non si trovi in un’altra città… e allora ci toccherà accendere Skype! 😉

Tuttavia, non credo che questo dovrebbe farci preoccupare. Semmai dovremo salire a bordo delle piattaforme social con lo spirito giusto, soprattutto quando abbiamo voglia di farci notare ed entrare nel mondo del lavoro. Di certo, infatti, pur portando il curriculum a mano, le possibilità che il proprietario faccia un salto sul profilo di Facebook del candidato non sono di certo poche!

Anche una recente ricerca condotta da Jobvite lo conferma: più del 40% delle imprese in ogni parte del mondo usa le piattaforme sociali e, grazie ad esse, porta a termine gran parte delle procedure di selezione dei dipendenti. Oltre a Facebook, si punta su LinkedIn (che tra l’altro è, per eccellenza, il più noto social dedicato al mondo del lavoro), Twitter e persino Instagram…

Quindi, è proprio il caso di prenderla con filosofia e agire di conseguenza, non credete?

Arrivati a questo punto, però, la domanda che sorge spontanea è questa: come si può riuscire a far capire a chi guarda il nostro profilo… che sta guardando la persona giusta?

Che si tratti di assunzione o di trovare nuovi clienti (magari in un secondo momento), la risposta si concretizza in due parole: personal branding. Cosa significa?

Vuol dire creare la propria immagine di professionista (più reale possibile!) sui social e curarla come si deve, in ogni momento. Questo è un primo passo per i giovani ottici in cerca di un posto di lavoro ma, credetemi, è anche una costante per chi ha una carriera già consolidata, che però vuole crescere, migliorarsi ed espandere la propria attività.

Sui social media ci sono i nostri clienti, i nostri potenziali clienti e tanti potenziali datori di lavoro. Quindi, la classica “bella presenza” è diventata anche virtuale.

Persino sul web dobbiamo fare una prima buona impressione in pochi secondi, ma anche una seconda… e una terza buona impressione, man mano che l’utente “curioso” – che vuole saperne di più su di noi – scorre con il mouse verso il fondo del nostro profilo, scrutando foto e post pubblicati. Perciò, le domande da farci adesso sono queste:

  • Come vogliamo che gli altri utenti (clienti e potenziali datori di lavoro) ci vedano?
  • Come vogliamo essere “percepiti”?
  • Che tipo di messaggio vogliamo trasmettere?
  • Cosa dovremo mostrare per essere scelti o assunti?

Le risposte potranno dirci cosa fare (e cosa pubblicare) per apparire nel migliore dei modi, non solo offline, ma anche online.

Proprio come a un colloquio di lavoro, sui profili social bisogna mostrarsi come professionisti preparati, che sanno risolvere problemi, che sanno usare l’empatia per capire le persone (e i potenziali clienti) e che non vogliono smettere d’imparare, anche se questo potrebbe voler dire doversi confrontare con altri.

Dobbiamo quindi tenere un po’ da parte la vita privata e pubblicare con attenzione. Nel caso dei giovani ottici, è fondamentale mostrare principalmente ciò che possa trasformarsi in poco tempo in una buona valutazione della propria candidatura o, meglio, in un’assunzione.

Questo non significa assolutamente non mostrare la propria personalità. Al contrario, quella dev’esserci sempre: ci aiuta a distinguerci.

Possiamo essere bravi nel nostro lavoro, ma distinguerci con un tocco di personalità (e passione!) è sempre molto utile, e può permettere al datore di lavoro di avere di fronte abbastanza elementi per dire “sì, questa è la persona giusta per la mia attività”.

Quindi, la personalità non va offuscata quando si tratta di personal branding. Tuttavia, prestare attenzione a ciò che pubblichiamo è semplicemente una buona regola.

Post, video, immagini e condivisioni volgari, violente o prive di buon senso possono trasformare anche il miglior candidato nel peggior candidato… e nel giro di pochi click! Soprattutto i più giovani potrebbero non accorgersene, pubblicare “qualcosa di sbagliato” e perdere tante importanti occasioni.

Perciò, dobbiamo essere professionisti social, raccontandoci nel modo giusto.

Se l’assunzione passa per le piattaforme sociali, il profilo dei giovani ottici (e non solo) diventa un biglietto da visita, una lettera di presentazione e un’estensione del curriculum.

L’immagine da professionista va curata, anche online, con foto, post e contenuti che possano sempre mostrare il meglio di noi che possiamo offrire a chi ci sta cercando.

 

Ottico, ortottista e optical design blogger. Vivo la mia passione per gli occhiali nel negozio di ottica di famiglia ed amo raccontare sui social le storie che hanno come protagonisti gli occhiali e le persone.



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