Possiamo fidarci dell’ottico?

La scorsa estate mi trovavo su una incantevole spiaggia della nostra Puglia. Mentre sorseggiavo un drink, la mia attenzione fu rapita da un episodio bizzarro. A pochi metri da me, in riva, c’era un bimbo che stava costruendo il suo personalissimo castello di sabbia. Ma non uno sbilenco: era proprio fatto bene, uno di quelli che ti fanno pensare “ma come ci è riuscito?”. Allora mi soffermai a guardarlo e notai quanto fosse costante e preciso nelle azioni. Secchiello, paletta, sabbia e acqua. E poi, alla fine, le sue mani sapienti a modellare.

All’improvviso, non so da dove, vidi spuntare da dietro un altro bimbo, un suo coetaneo che, apparentemente senza alcun motivo, con un paio di calci tirò giù il castello. Mi dissi: “Ma perché? Magari si conosceranno”. Il bimbo costruttore si mise le mani tra i capelli. Gli chiese perché gli avesse rovinato il suo gioco e, soprattutto, chi fosse. Il bambino distruttore rispose che fu una ripicca perché di solito i bambini che vanno a mare gli rubano la palla con cui lui è solito giocare.

Il bimbo costruttore disse: “Io non ti conosco, non ti ho preso alcun pallone, nè ti ho fatto qualcosa, eppure tu hai danneggiato il mio castello”. Ora non so la storia come finì, anche perché vi confesso che questa scena in fondo non è mai avvenuta. Si, vi ho detto una piccola bugia, ma a fin di bene, affinché possiate capire il trasporto emotivo che si può avere quando ti succede quello che è successo a me lunedì mattina.

Lunedì mattina, esattamente una settimana fa, il cielo, nuvoloso, già non prometteva nulla di buono. Arrivato in negozio, accendo il Mac e vedo subito che ho ricevuto una recensione sulla mia Facebook fanpage Ottica Caradonna. Ma il rating datomi fu ciò che mi stupì: 1 su 5. Permettetemi di parlare di stupore quando su 123 recensioni ben 122 avevano votazione 5 su 5. Quindi mi fiondo a leggerne la motivazione.

 

 

Non vi so spiegare esattamente cosa ho provato, ma mi ritrovai con le mani fra i capelli. Proprio come il bimbo costruttore. Questa persona afferma, con toni fuori luogo, come ci sia un abuso della professione dell’ottico, in maniera generalista. Ignorando una certa netiquette, ignorando che tipo di professionista può trovarsi difronte, ignorando chi io sia e come lavori nello specifico. Si, perché io, questa persona non la conosco neanche di vista, in quanto Modugno e Pavia non sono certo pappa e ciccia, geograficamente parlando. Magari è qualcuno che mi ha trovato sul web e non mi ha trovato simpatico. Però qui non parliamo di simpatie e antipatie. Qui parliamo di onestà ed accuse gratuite. Allora vale la pena approfondire.

Guardo il profilo di questa persona che, con modi di fare quasi da BOT (ovvero quei software che imitano il modo di conversare degli utenti sul web), compulsivamente riporta continuamente questo messaggio. Io sono d’accordo quando si parla di fare lotta a chi abusa di una professione, qualunque essa sia, ma non posso essere d’accordo quando l’accusa viene indirizzata a chi non ha i requisiti per essere un tuo bersaglio. Così, inoltre, danneggi un’attività, quella dell’Ottica Caradonna, che con le recensioni digitali ci lavora e cerca di costruire la sua community. Una community consolidata grazie ad un lavoro costante e preciso. Come il bimbo che costruiva il suo personalissimo castello.

Provo ogni giorno a costruirlo seguendo percorsi ben precisi. La figura dell’ottico non va demonizzata, in quanto io per primo la vivo molto come ponte insostituibile per collegare il paziente all’oculista. Lo ripeto spesso, il mio lavoro di ottico non è esclusivamente quello di vendere occhiali. No, è molto ma molto di più. Quando una persona si presenta da me perché accusa problemi di vista, in automatico lo mando al pronto soccorso oculistico più vicino, oppure lo costringo, in senso benevolo, a fissare un appuntamento dal suo oculista di fiducia. Questo è mirare al benessere visivo, prima di tutto. Io e tantissimi miei colleghi ottici lavoriamo in questa maniera, etica e corretta. Da sempre. Dov’è l’abuso di professione?

Inoltre, la mia professione di ortottista mi consente di fare molto di più in termini di prevenzione e riabilitazione visiva. Avendo studiato e sudato una laurea in Ortottica ed Assistenza Oftalmologica presso l’Università degli Studi di Bari, ogni giorno mi impegno per creare informazione utile per le persone che incontro, affinché si possa avere consapevolezza sul valore della visione.

Ad esempio, diverse volte ho realizzato degli incontri nelle scuole elementari di Modugno, per parlare di prevenzione per la vista dei più piccoli. I riscontri da parte delle persone sono sempre stati confortanti.

L’ottico, se qualificato, è un amico che funge da bussola per gli utenti che scoprono, loro malgrado, cosa voglia dire vederci di meno. Condividi il Tweet

Le persone spesso si rivolgono all’ottico di fiducia per chiedere come mai stanno avvertendo un disturbo visivo. Poi l’ottico, puntualmente, indirizza queste persone dall’oculista. Questa è una consuetudine.

L’Ottica Caradonna ha una zona riservata, adiacente al negozio, in cui io, in qualità di ortottista esercito tutte le attività necessarie per la prevenzione e la riabilitazione di tutti quei pazienti che arrivano qui dopo esser stati dall’oculista.

Ma questo non può saperlo chi generalizza, chi pensa che tutto il mondo dei professionisti dell’ottica gli abbia rubato il pallone con cui giocava, come non può saperlo chi non ha l’umiltà per fermarsi un secondo prima di sfasciare e vedere se davvero il mio lavoro debba essere colpito dalla sua personalissima (e discutibile se esercitata in queste modalità) battaglia. Mi riferisco alla signora che ha recenesito, o meglio chi si nasconde dietro questo profilo fake. Perchè è un fake, adesso mi è chiaro.

Mi sono preso una settimana per rispondere ufficialmente a questa diffamazione gratuita, non perché non sapessi come reagire: su quello ci sta già lavorando chi è preposto a farlo. Semmai ho impiegato del tempo per chiedere a Facebook di intervenire su questa ingiustizia.

Ho chiesto e motivato più volte la rimozione del post ingiustamente diffamatorio, ma Facebook purtroppo non l’ha ancora eliminato. Devo dirvi la verità, questo fa più male dell’azione ingiusta subita perchè credo che in questi casi, platealmente anomali, l’assistenza Facebook dovrebbe intervenire immediatamente.

Invece sono qui ad attendere una risposta, una rimozione giusta di questa recensione che non ha senso di esistere sulla mia pagina.

In attesa di sviluppi posso solo ringraziare tutti coloro che, spontaneamente, hanno difeso Ottica Caradonna in questa controversia. Ogni commento sta contribuendo a ricostruire, mattone dopo mattone, il mio bellissimo castello.

Se qualcuno volesse continuare a segnalare il post diffamatorio potrà farlo e gliene sarò grato sin da ora. Intanto resto fiducioso ed ottimista perchè alla fine le persone sapranno valutare obiettivamente la professionalità mia e della mia organizzazione, con e senza la cancellazione di quella recensione ingiusta. Fino ad ora ho incontrato tantissime persone che non hanno avuto problemi a fidarsi di Nico, il loro ottico! 🙂

Ottico, ortottista e optical design blogger. Vivo la mia passione per gli occhiali nel negozio di ottica di famiglia ed amo raccontare sui social le storie che hanno come protagonisti gli occhiali e le persone.