Un viaggio con i futuri designer

Un giorno di metà ottobre ho ricevuto una telefonata da una persona che stimo tantissimo. Il suo nome è Valentina Hernandez.

Valentina l’ho conosciuta lo scorso anno a Milano in occasione dell’evento DaTE. Un caro amico, Paolo, mi disse che avrei dovuto conoscere assolutamente Valentina e suo fratello Gabriel perchè sono delle bellissime persone, attentissime al concetto più puro del design e dell’innovazione.

Aveva ragione Paolo.

Ho scoperto il loro progetto Portrait Eyewear ed ho voluto assolutamente dedicargli un post sul blog dell’Ottico del Web.

otticodelweb-rockstar

“Nico ti andrebbe di intervenire al Design Talks all’Università di Bologna?” mi disse Valentina al telefono. Ricordo che non capii benissimo la situazione ma le risposi subito sì.

L’idea di raccontare e condividere le mie esperienze mi attrae come una calamita, da sempre.

“Ok Valentina, dimmi solo dove e quando ed io ci sarò”.

Quel giorno è diventato il 23 novembre 2016 mentre il luogo (ancora non ci credo!) è stato lo spazio dell’aula O.4 del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Bologna.

Partito da Bari in treno, sono arrivato a Bologna intorno alle 14,30. Appena superata la porta del dipartimento universitario, per tutto il corridoio che mi portava in aula ho respirato quell’aria tipica dei pomeriggi di uno studente: un mix di profumi fra carta, inchiostro e sogni.

Ho attraversato la stanza O.4 in silenzio ed ho raggiunto la cattedra, lì dove Valentina mi ha presentato la sua collega Sabina Betti. Entrambe sono docenti del corso di laurea in design del prodotto industriale. Due ragazze davvero in gamba.

Mentre loro presentavano l’Ottico del Web a quei quaranta ragazzi, io ho sistemato il mio fedelissimo MacBook, facendo partire la prima slide.

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Ero molto emozionato, non posso negarlo. Non mi capita tutti i giorni di lasciare Modugno, il paese in cui lavoro a pochi km da Bari, per andare a Bologna a fare un intervento live di circa due ore all’università!

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Trovarsi dinanzi ad una platea è sempre una prova, soprattutto quando si ha difronte delle persone così giovani con una grande voglia di scoprire come conquistare il loro posto nel mondo, sviluppando un progetto e realizzando un sogno.

Per la prima volta ho capito cosa si prova ad esser docenti, ovvero essere in quel ruolo difficilissimo di chi ha la responsabilità di trasferire dei messaggi fondamentali ad una generazione che guiderà il futuro.

Io in realtà ero lì per raccontare la mia visione, il progetto dell’Ottico del Web, cercando di generare qualche stimolo attraverso il racconto della consapevolezza che ho degli strumenti digitali. Nel mio caso applicati al mondo degli occhiali.

In futuro, qualcuno di questi ragazzi probabilmente sarà un designer di occhiali. Per questo ho voluto spiegare loro che il design eyewear è una corrente artistica e filosofica che interpreta la persona come fulcro della bellezza.

“Gli occhiali non sono accessori, ma oggetti di bellezza complementari del viso di una persona” – ho spiegato mentre mostravo una delle foto della mostra che ho realizzato nel 2015.

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Un momento di particolare interesse per i ragazzi è stato quello in cui ho dato loro la possibilità di toccare con mano alcuni occhiali che ho portato dal mio negozio. Titanio, acetato, acciaio medicale, corno… tutto aveva un senso aptico da scoprire. E’ così che si scopre un vero occhiale di design: attivando i canali sensoriali di percezione.

Sarà che il progetto MYPERCEPTION è sempre vivo nella mia mente, ma proprio non riesco a dissociare il mondo delle percezioni da tutto quello che vivo.

Tanto è vero che in una slide ho parlato della percezione aumentata degli occhiali di Snapchat. Questi ragazzi più di me sono figli del “digitale” e sanno cogliere il meglio dei contenuti più di qualsiasi altro. Gli strumenti tecnologici si sono perfezionati grazie a loro, per questo ho spiegato che i primi occhiali social saranno un sicuro successo per design estetico ma anche comunicativo, adatto alle nuove generazioni.

Non è mancata l’occasione di ribadire l’importanza della visione dal punto di vista della qualità della percezione attraverso gli occhiali. Da ottico e ortottista non poteva mancare il mio pensiero a favore del lato funzionale di un occhiale!

La vista è un linguaggio attraverso cui ci mettiamo in relazione col nostro ambiente, l’osservazione invece è la semantica che sostiene questo linguaggio. Senza osservazione la visione sarebbe uno tsunami di percezioni inutilizzabili.

Nella seconda parte del mio intervento ho ricevuto tantissime domande a cui ho risposto con piacere e, dulcis in fundo, mi sono ritrovato a discutere di un progetto di occhiali che sta nascendo proprio fra i banchi di quell’aula.

 

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Credo che i corsi di formazione, master e gli incontri formativi in genere, dovrebbero sempre più concentrarsi sulla condivisione di “casi reali”, perché non c’è niente di più proficuo che apprendere un concetto attraverso un caso concreto.

Ho raccontato a questi ragazzi la mia esperienza, cercando di arricchire la loro formazione, ma come sempre, dopo ogni esperienza sono io a tornare a casa più ricco di prima.

Dal punto di vista emozionale è stato bellissimo illustrare il mio viaggio nel tempo. Un percorso a tappe fatto di fermate e ripartenze, di scoperte e nuove consapevolezze, sempre in compagnia di pensieri positivi.

Prima di andar via, uno studente si è avvicinato e mi ha chiesto dei consigli tecnici sulla costruzione di un prototipo. Mentre mi parlava ho notato il suo sguardo di motivazione fiducia nei confronti del suo progetto. Insomma, era lui il primo a crederci fortemente in quello che stava realizzando.

In quel momento ho rivisto una parte di me. Più precisamente è stato come vedere il riflesso di un Nico di qualche anno fa, in un viaggio attraverso il tempo.

Praticamente un viaggio attraverso il viaggio, ambientato nel mondo del design.

Ottico, ortottista e optical design blogger. Vivo la mia passione per gli occhiali nel negozio di ottica di famiglia ed amo raccontare sui social le storie che hanno come protagonisti gli occhiali e le persone.