Tanti di voi ormai lo sanno… io vivo la mia professione di ottico per passione e non per altro. Tutto il resto è la logica conseguenza del mio coinvolgimento emotivo e professionale. Vi parlo sempre tanto degli occhiali, il mio più grande amore, ma ammetto che gran parte delle volte lo faccio soffermandomi sull’aspetto puramente estetico, tralasciando quello che io definisco il ruolo sociale degli occhiali. Sì, il ruolo sociale.

Gli occhiali sono un indispensabile supporto per la vista, ci fanno sentire più belli, talvolta persino più sicuri di noi stessi, soprattutto dietro due lenti scure che avvolgono e proteggono lo sguardo. Ma c’è un aspetto molto più profondo di cui oggi vi voglio parlare: l’occhiale non è solo un ausilio, bensì può diventare un vero e proprio amico che aiuta a star bene.

Come ben sapete, nel mondo esistono miliardi di occhi differenti, ognuno dei quali vede in maniera diversa, consentendo ad ogni individuo di percepire l’ambiente, le persone, il mondo in modo unico, lontano anni luce da qualsiasi altro individuo. Se per un solo attimo ci catapultassimo nel mondo sensitivo di qualcun altro, ci sentiremmo spaesati, fuori posto, ci accorgeremmo di quanto la percezione si trasformi radicalmente da individuo a individuo, cambiando anche il mix di sensazioni avvertite.

Ogni occhio recepisce una sfumatura di colore diversa delle cose grazie alla moltitudine di… Condividi il Tweet

Non sempre, tuttavia, questa diversità è considerata positiva. Esistono, infatti, delle condizioni di visione non buona causate da un difetto visivo. Sto parlando di miopia, ipermetropia e astigmatismo ad esempio. Difetti visivi di cui – credo – tutti abbiamo sentito parlare.

Nella correzione di questi difetti gli occhiali rivestono un ruolo fondamentale: rappresentano uno strumento dall’utilità incredibile in quanto migliorano la percezione, risolvendo importantissimi limiti che di fatto rappresentano un problema sociale.

Immaginate se non esistessero gli occhiali! Potremmo fare tutto quel che facciamo? No, non tutti. Immaginate un bambino che, colpito da uno di questi difetti sin da piccolo, viene limitato nel gioco con i suoi coetanei, nella lettura e di conseguenza nell’apprendimento. Senza gli occhiali questo bambino introietterebbe il suo problema come un deficit così grave da sminuirlo davanti agli altri bambini della stessa età. Ecco perché gli occhiali rivestono il ruolo di un amico fedele. Indossando gli occhiali in maniera responsabile, il bambino impara a convivere col suo problema, impara ad affrontarlo e ad accettarlo, a star bene con se stesso.

Vedere bene significa avere la possibilità di percepire, imparare, interagire, comunicare, evolversi. Ecco perché considero gli occhiali un elemento fondamentale, meritevole di grande considerazione ad ogni età. Non basta attribuirgli un ruolo semplicemente estetico ma anche sociale. Anzi, direi soprattutto sociale. Cosa ne pensate?

Ottico, ortottista e optical design blogger. Vivo la mia passione per gli occhiali nel negozio di ottica di famiglia ed amo raccontare sui social le storie che hanno come protagonisti gli occhiali e le persone.